Delegazione Innovation Bridge nello showroom Xiaomi di Pechino, sotto la scultura sospesa dell'auto elettrica SU7, durante la missione sull'innovazione tecnologica in Cina

Osservatorio · Missione Cina 2026

Innovazione Tecnologica in Cina: un viaggio che cambia il modo di vedere le cose

Ci sono viaggi che servono a confermare ciò che già sappiamo e viaggi che ci costringono a riscrivere le mappe che avevamo in testa. La missione Innovation Bridge China 2026 – Dalla Via della Seta all'Innovazione Tecnologica appartiene, senza dubbio, alla seconda categoria. Per dieci giorni, dall'8 al 20 aprile, ho guidato una delegazione di ventidue persone — imprenditori, manager, accademici e anche studenti universitari — attraverso le città che oggi disegnano il futuro: Pechino, Shanghai, Cixi, Hangzhou e Shenzhen. La presenza dei più giovani non è un dettaglio: il primo ponte che la Fondazione vuole costruire è proprio quello tra i "diversamente giovani", che spesso hanno in mano le decisioni, e i giovani, che rappresentano il futuro in ogni senso.

Eravamo partiti dall'Italia con un'idea di innovazione tecnologica in Cina ancora figlia di vecchi stereotipi. Siamo tornati con la consapevolezza di aver toccato con mano un cambiamento di paradigma. Voglio raccontarvelo come l'ho vissuto io, azienda dopo azienda, perché credo che sia una storia che riguarda tutti noi — anche chi vive lontano dai grandi centri e teme di restare indietro.

Da "Made in China" a benchmark mondiale: il paradigma è cambiato

Lasciatemi partire dalla conclusione, perché è la lente con cui ho riletto ogni tappa. Per vent'anni l'Occidente ha raccontato la Cina come la fabbrica del mondo: prodotti a basso costo, qualità modesta, copia più che invenzione. Quel racconto oggi è semplicemente falso. Nei settori ad alta tecnologia la Cina non insegue più: detta lo standard.

¾
delle auto elettriche mondiali prodotte in Cina nel 2025 (fonte: IEA)
>2,5M
veicoli elettrici esportati dalla Cina nel 2025 — record storico
>50%
delle installazioni mondiali di robot industriali concentrate in Cina (fonte: IFR)
22
persone nella delegazione Innovation Bridge China 2026

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), nel 2025 la Cina ha prodotto circa tre quarti di tutte le auto elettriche del pianeta ed è diventata il primo esportatore mondiale di automobili, con esportazioni di veicoli elettrici raddoppiate fino a un record di oltre due milioni e mezzo di unità. Più dell'80% delle celle delle batterie del mondo nasce in Cina. E mentre nel 2020 le auto elettriche erano poco più del 6% del mercato cinese, oggi hanno superato la metà delle vendite di auto nuove.

La stessa storia si ripete nella robotica. La International Federation of Robotics certifica che la Cina, in un decennio, è passata da circa un quinto a più della metà delle installazioni mondiali di robot industriali, con un parco operativo che ha superato i due milioni di unità — il più grande al mondo. E per la prima volta i costruttori cinesi vendono in patria più dei fornitori stranieri.

Nei settori ad alta tecnologia la Cina non insegue più: detta lo standard.

Questo è il contesto. Adesso lasciate che vi porti dentro le aziende, perché è lì che le statistiche diventano carne, acciaio e silicio.

Pechino: dove la policy sull'AI incontra i giganti della tecnologia

La prima visita, appena atterrati a Pechino, è stata alla Xiaomi EV Factory. Per noi europei Xiaomi è ancora "quelli degli smartphone". In Cina è un'azienda che in pochissimi anni è entrata nel mercato dell'auto premium: nello showroom una berlina elettrica SU7 ruota sospesa a mezz'aria, come un manifesto. Per produrla ha costruito una smart factory — di fatto una "dark factory" quasi interamente automatizzata — dove la pressofusione di enormi sezioni della scocca avviene in un solo gesto, con un'automazione che ridefinisce cosa significhi "tempo di ciclo". È la prova plastica di un'idea: in Cina la distanza tra elettronica di consumo e automotive si è assottigliata fino a sparire.

Giancarlo De Leonardo accanto a un robot umanoide in costruzione di Boundless Power, al parco dell'intelligenza incarnata di Pechino
Faccia a faccia con un umanoide in costruzione di Boundless Power, al parco dell'intelligenza incarnata di Pechino.

Il giorno seguente siamo entrati nel Zhongguancun Embodied Intelligence Innovation Industrial Park, nel distretto di Haidian: il principale hub di Pechino dedicato alla robotica umanoide e all'"intelligenza incarnata", l'AI che impara a muoversi e ad agire nel mondo fisico. Ci siamo arrivati grazie a Lorenzo Gonzo — ex addetto scientifico del Consolato d'Italia a Chongqing, oggi Head Advisor for International Cooperation di ITTN, la rete internazionale per il trasferimento tecnologico. Lì ho potuto avvicinarmi a un umanoide ancora "aperto", con i cavi e i motori in vista, di Boundless Power: una startup nata a marzo 2025 che, ad aprile 2026, aveva già raccolto oltre 100 milioni di dollari.

Giancarlo De Leonardo stringe la mano al fondatore di Rossum Robotics, robotica chirurgica ortopedica, durante la missione Innovation Bridge in Cina
Un contatto stabilito: la stretta di mano con il fondatore di Rossum Robotics.

Sempre lì ho stretto la mano al fondatore di Rossum Robotics, startup il cui robot chirurgico ha già eseguito oltre 800 interventi di ortopedia complessi. Perché un viaggio così non serve solo a guardare: serve a tornare con contatti veri.

Delegazione Innovation Bridge nella lobby di JD.com a Pechino accanto alla mascotte Joy
Nella lobby di JD.com, accanto a

Nel pomeriggio, il VIP tour di JD.com ci ha mostrato la sua macchina logistica: magazzini dove gli ordini vengono smistati da sistemi automatizzati e dove la consegna con droni e robot è operatività quotidiana, non un esperimento. La sera, all'Istituto Italiano di Cultura, abbiamo incontrato l'Ambasciatore d'Italia Massimo Ambrosetti: un dialogo che ha dato alla missione la cornice istituzionale che merita.

Il giorno dopo, davanti alla Città Proibita e sulla Grande Muraglia di Mutianyu, ho sentito con forza il senso del nostro lavoro. Un Paese che custodisce millenni di storia e che, a poche decine di chilometri, costruisce i robot del 2030. Passato e futuro non si escludono: si parlano. È esattamente il ponte che la nostra Fondazione vuole rappresentare.

Shanghai, Cixi e Hangzhou: finanza, mobilità e robot

Da Pechino a Shanghai abbiamo viaggiato sul treno ad alta velocità: oltre 1.300 chilometri in poco più di cinque ore, su un'infrastruttura che da sola racconta una scelta di sistema.

Incontro della delegazione Innovation Bridge alla Tongji University di Shanghai con il Preside del College of Innovation and Design
L'incontro al College of Innovation & Design della Tongji University con il Preside Xin Xiangyang e la Prof.ssa Avril Accolla.

A Shanghai abbiamo unito mondo accademico, eccellenza italiana e istituzioni. Alla Tongji University ci ha accolti il Preside del College of Innovation and Design, Xin Xiangyang, insieme alla Prof.ssa Avril Accolla: un incontro che non si è fermato alle parole. Ne è nata una collaborazione tra la Tongji e l'Università di Cassino e del Lazio Meridionale — scambio di studenti Erasmus e di visiting professor — che partirà da settembre 2026. Per una fondazione che parte dall'Italia, vedere un nostro ateneo firmare un ponte accademico con una delle migliori università di Shanghai è la tesi di questo viaggio resa concreta.

I confini geografici non sono più un limite: un ateneo del Lazio firma un accordo con la Tongji University di Shanghai.

Al Brembo Inspiration Lab Asia – Bilab ho avuto l'onore di portare il saluto della Fondazione accanto a Brembo: un'eccellenza italiana che in Cina non subisce, ma guida. Al Consolato Generale d'Italia, con la Console Tiziana D'Angelo, l'incontro "Sistema Italia" — con ICE e Camera di Commercio Italiana in Cina — ci ha ricordato che il nostro Paese, quando fa squadra, ha tutto per stare dentro questa partita.

Delegazione Innovation Bridge davanti al logo Geely nello stabilimento intelligente di Cixi
Allo stabilimento intelligente Geely nella zona di Hangzhou: produzione di veicoli elettrici ad altissima automazione.

Nella zona di Hangzhou abbiamo visitato lo stabilimento intelligente del Gruppo Geely — la fabbrica di riferimento del brand Zeekr — dove lavorano circa 820 robot per una capacità di oltre 300.000 auto l'anno: più di 800 vetture al giorno. Durante la visita ci hanno raccontato della loro "dark factory" di Cixi, uno stabilimento quasi interamente automatizzato che opera senza operatori in linea — un modello produttivo che lascia intravedere dove sta andando l'industria manifatturiera cinese.

Delegazione Innovation Bridge nel campus di Alibaba a Hangzhou davanti alla parete immersiva di benvenuto
L'incontro nel campus di Alibaba a Hangzhou, davanti alla mappa immersiva del territorio.

Da Alibaba abbiamo capito che l'azienda non è "il sito di e-commerce": è cloud, intelligenza artificiale, infrastruttura digitale per interi continenti.

Robot umanoide Unitree durante una demo di smistamento industriale su nastro trasportatore a Hangzhou
Un umanoide Unitree esegue una demo di

Ma è stata Unitree Robotics a lasciarci senza parole. Vedere i robot quadrupedi Go2 muoversi con un'agilità quasi animale, e un umanoide afferrare e smistare oggetti su un nastro trasportatore davanti a noi, è stato uno di quei momenti in cui senti che il futuro ha smesso di essere una promessa. Non a caso le aziende cinesi come Unitree controllano oggi la stragrande maggioranza delle installazioni mondiali di robot umanoidi.

Delegazione Innovation Bridge nella sede di Meituan a Shanghai
Nella sede di Meituan:

A chiudere il capitolo, la sede di Meituan, la super-app che gestisce la vita quotidiana di oltre settecento milioni di persone, e lo Shanghai Data Exchange, la prima borsa al mondo per lo scambio di dati come asset digitali. Ogni tappa confermava la stessa tesi: qui l'innovazione non è un reparto, è il tessuto connettivo dell'intera economia.

Shenzhen: la fabbrica del futuro e l'epicentro mondiale dell'hardware

Delegazione Innovation Bridge davanti al logo BYD a Shenzhen, primo produttore mondiale di auto elettriche e batterie
Da BYD, primo costruttore al mondo di veicoli elettrici e batterie.

Se Pechino è la testa e Shanghai il cuore, Shenzhen è le mani. In quarant'anni è passata da villaggio di pescatori a capitale mondiale dell'hardware. Abbiamo aperto con BYD, il primo costruttore al mondo di veicoli elettrici e batterie: un campus dove auto, batterie ed elettronica nascono sotto lo stesso tetto. Poi il più grande flagship store DJI del pianeta, leader globale dei droni.

Delegazione Innovation Bridge davanti al robot umanoide industriale Walker S2 di UBTECH a Shenzhen
Davanti al Walker S2 di UBTECH, la prima azienda al mondo con un umanoide in produzione di massa.

Il cuore tecnologico della tappa, però, è stato umanoide. Da UBTECH Robotics abbiamo visto in azione il Walker S2, robot umanoide industriale già in produzione di massa: UBTECH è la prima azienda al mondo a esserci riuscita, ed è quotata in borsa a Hong Kong.

Delegazione Innovation Bridge nello spazio espositivo di EngineAI a Shenzhen tra robot umanoidi e quadrupedi
Nel

Subito dopo, la startup EngineAI: due generazioni di innovatori a poche centinaia di metri l'una dall'altra. È questo l'ecosistema di Shenzhen. La filiera l'abbiamo poi vista nuda a Huaqiangbei, il più grande mercato di componenti elettronici del mondo: chilometri di banchi dove trovi qualunque chip o sensore esista, e dove un'idea diventa un prototipo in giorni anziché in mesi.

Delegazione Innovation Bridge sull'insegna di Tencent davanti alla Binhai Mansion di Shenzhen
Sulla celebre insegna di Tencent, davanti alla Binhai Mansion di Shenzhen.

L'ultima tappa, alla sede di Tencent, ci ha fatto misurare la scala di tutto questo: l'azienda dietro WeChat, l'app che in Cina è insieme messaggistica, banca e identità digitale, dove siamo stati accolti dal team delle relazioni globali.

Aziende e istituzioni visitate — Cina 2026

  • Xiaomi EV Factory
  • Zhongguancun AI Park
  • Boundless Power
  • Rossum Robotics
  • JD.com
  • Tongji University
  • Brembo Bilab Asia
  • Consolato Italiano Shanghai
  • Geely / Zeekr
  • Alibaba
  • Unitree Robotics
  • Meituan
  • Shanghai Data Exchange
  • BYD
  • DJI
  • UBTECH Robotics
  • EngineAI
  • Huaqiangbei
  • Tencent HQ

La delegazione italiana in Cina

Un viaggio così non si fa da soli. La forza della missione è stata la sua delegazione: una squadra che ha messo insieme imprese, finanza, sanità pubblica, università, comunicazione e mondo dell'innovazione — la prova che, quando un territorio fa rete, può sedersi al tavolo dei protagonisti globali.

I 22 partecipanti della missione

  • Giancarlo De Leonardo — Presidente, Fondazione Innovation Bridge
  • Antonio Pizzutelli — Design Operations & Technology Innovation
  • Francesco Cerilli — Direttore Controllo di Gestione, ASL Frosinone
  • Carlo Rinaldi — Director of Marketing & Communications, Humans.tech
  • Marco Cimmino — Head of Strategy e Co-founder, Ubiquo Marketing
  • Valerio Mizzoni — Co-founder, Ubiquo Marketing
  • Vincenzo Formisano — Presidente, Banca Popolare del Cassinate
  • Donato Formisano — Laureando, Università Luiss di Roma
  • Francesco Pompeo — Co-founder, Dopamina Growth Agency
  • Angelo Pio Pompeo — Laureando, Università di Roma
  • Corrado Tatangelo — Produttore
  • Fabio Masi — Regista Rai
  • Luca La Mesa — Imprenditore e investitore tech
  • Giulia Lapertosa — Co-fondatrice, Carriere.it
  • Andrea Geremicca — Director General, EIIS
  • Alessandro Leonardi — Innovation Manager, Poste Italiane
  • Andrea Tulli — Imprenditore
  • Dario Cerea — AI Expert
  • Andrea Iacovanelli — Marketing Manager, ADI Apicoltura
  • Manuela Polcaro — Innovation Expert
  • Marco Dotto — Imprenditore e investitore life sciences
  • Andrea Grimandi — Executive FMCG e investitore tech

Che cosa significa tutto questo per noi

Non sono andato in Cina per ammirare e tornare a mani vuote. Sono andato — come avevamo fatto nel 2025 nella Silicon Valley, tra Stanford, Berkeley, Google, Meta e Nvidia — perché credo che i confini geografici non siano più un limite. In un mondo connesso, un territorio come il nostro può dialogare con i protagonisti globali dell'innovazione e portarne a casa stimoli, contatti, metodo.

Tre lezioni le tengo per me e le condivido con voi. La prima: il vantaggio cinese non nasce dal costo, ma dalla velocità con cui un'idea attraversa l'intera filiera. La seconda: l'innovazione che conta non è quella di un'azienda isolata, ma quella di un ecosistema che mette in rete imprese, università, capitali e istituzioni — esattamente ciò che una fondazione come la nostra prova a costruire, nel suo piccolo e con grande ambizione. La terza, la più importante: il futuro non si subisce, si guida. Possiamo scegliere di restare spettatori del cambiamento o di entrare tra chi lo scrive.

Il futuro non si subisce, si guida. Possiamo scegliere di restare spettatori del cambiamento o di entrare tra chi lo scrive.

Le decisioni che prendiamo oggi sulla tecnologia disegnano il modo in cui vivremo domani. Per questo continueremo a costruire ponti: tra l'Italia e le frontiere dell'innovazione, tra le grandi imprese globali e le persone, tra il nostro territorio e un futuro che possiamo permetterci di non perdere. Chi vorrà camminare con noi su questo ponte — sostenendo la Fondazione, partecipando ai nostri programmi o semplicemente raccontando questa storia — sarà tra coloro che hanno deciso di guidare, e non di restare indietro.

La Fondazione Innovation Bridge – ETS organizza ogni anno missioni di studio nei Paesi più avanzati sul fronte dell'innovazione.

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